lunedì 28 dicembre 2009

I DENTI


I denti sono gli indispensabili "attrezzi" che impieghiamo per masticare il cibo appena ingerito e per poterlo poi  ingoiare e servono, quindi, alla prima digestione
Duri, di varie forme e con compiti diversi, i denti hanno una loro evoluzione col passare degli anni, crescono e anche si ammalano: per questo vanno curati e tenuti puliti proprio come ogni altra parte del corpo, in modo che siano sempre forti e sani.
Essi “risiedono” in buchini scavati nelle ossa mandibolari, chiamati alveoli, che sono appunto delle piccole aree cave, delle sedi apposite in cui possono svilupparsi .
I denti hanno nomi diversi e a seconda del loro aspetto, della loro funzione e del punto della bocca in cui si trovano, riconosciamo infatti:
1)  gli incisivi, affilati e taglienti che servono per sminuzzare il cibo e dividerlo ed assomigliano ad una piccola pala;
2) i canini, con una caratteristica forma appuntita, che lacerano il cibo e sono particolarmente sviluppati nei carnivori;
3)  i molari e i premolari, più grossi e “imponenti”, di forma cubica, che completano la masticazione, triturano ed sono usati soprattutto per sminuzzare accuratamente i vegetali.

LE OSSA



Le ossa, a seconda di dove sono posizionate e dei movimenti che devono compiere, possono essere:
LUNGHE, ovvero quelle principalmente formate da una parte allungata (simile ad un tubo e chiamata diafisi) e una parte decisamente tonda (detta epifisi). Il femore o l’omero sono un esempio di ossa lunghe.
CORTE, quando sono tanto lunghe e quanto larghe, come le vertebre, il tarso (tallone) o il carpo (polso).
PIATTE, quando sono molto più larghe che lunghe e divengono quindi piuttosto larghe. Un esempio chiarissimo è l’anca o la scapola (spalla).
 
Le ossa sono formate da cellule molto specifiche e da una sostanza consistente che le rende decisamente “dure”. Il tessuto osseo  può essere spugnoso o compatto.
Il primo è essenzialmente quello presente nell’ epifisi, la parte finale e tondeggiante delle ossa più lunghe. All’interno delle sue cavità, simili a una spugna, troviamo il MIDOLLO ROSSO, importante perché produce i globuli rossi. Il secondo è invece quello che riguarda la diafisi, parte più lunga delle ossa e dentro cui circolano i vasi sanguigni e i nervi.
La MEMBRANA che invece ricopre le ossa si chiama periostio ed è grazie a essa che le tue ossa possono crescere e svilupparsi e anche rigenerarsi in caso di rottura. Nelle ossa è inoltre presente anche il MIDOLLO GIALLO, sostanza grassa e nutritiva.
Le ARTICOLAZIONI sono invece il “settore” in cui le ossa si saldano, protette in questi punti di contatto dalla cartilagine, tessuto sottile ed elastico che permette i movimenti, e da un liquido che lubrifica e impedisce l’usura e lo scricchiolio delle due estremità osse. I legamenti, inoltre, tengono insieme tutte le ossa dell’intero apparato, grazie a fibre molto flessibili e resistenti.

I MUSCOLI


Insieme alle ossa i muscoli sono i diretti responsabili di ogni tuo movimento. Nel tuo corpo ce ne sono tantissimi, più di 600: non ti accorgi di ognuno di essi, anche perché hanno dimensioni e ruoli ben diversi, ma tutti insieme costituiscono quasi la metà del tuo peso corporeo.
Ci sono due grandi caratteristiche attraverso cui vengono distinti i muscoli:
- la loro funzione, con cui individuiamo i muscoli volontari (o scheletrici), gli involontari e il muscolocardiaco;
- la loro struttura con cui individuiamo i muscoli striati e i muscoli lisci.
I muscoli fusiformi che, come dice la parola stessa, sono piuttosto affusolati, hanno due o tre sezioni e la parte centrale più sviluppata mentre le estremità sono più sottili. Sono ad esempio i bicipiti e tricipiti (i muscoli del braccio);
I muscoli laminari o piatti, dalla forma appunto piatta, sono quelli ad esempio dell’addome;
I muscoli a ventaglio, con una forma piuttosto caratteristica e “aperta”, sono “forti” e resistenti, come ad esempio quelli della mandibola o dei pettorali;
I muscoli orbicolari, sono quelli che circondano labbra e occhi.

-I muscoli volontari scheletrici sono quelli che danno al tuo corpo la capacità di rispondere a uno stimolo (che parte dal sistema nervoso), eseguendo un determinato e preciso movimento. Quando decidi di afferrare una penna o scacci una mosca avviene proprio questo: l’ordine parte dal cervello e attraverso un serie di impulsi permette al muscolo di contrarsi e rilasciarsi, compiendo un’azione.
Quando un muscolo scheletrico si contrae, le ossa si avvicinano grazie al forte tessuto di tendini che per creare movimento, si accorcia. Essendo volontari, tutto questo accade quasi sempre per un nostro preciso comando, nel senso che siamo noi a decidere di muovere una gamba o una mano. Può succedere però che un movimento accada anche per riflesso, quando ad esempio ci scottiamo e senza pensarci ritraiamo, immediatamente, le dita dalla stufI muscoli volontari sono i muscoli striati (detti anche a fibra striata).
-I muscoli involontari sono invece indipendenti dalle nostre decisioni, si contraggono autonomamente e sono muscoli lisci (detti anche a fibra liscia).
Essi si trovano ad esempio nel tubo digerente e servono per un corretto funzionamento di alcuni organi che non si possono né devono fermare (la digestione infatti è indipendente dalla tua volontà e allo stesso tempo indispensabile per vivere). Essi sono molto più lenti dei volontari, ma rimangono contratti molto più a lungo.